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“Materie prime critiche e produzioni industriali italiane”: il commento di Luca Dal Fabbro sul Position Paper

“Materie prime critiche e produzioni industriali italiane. Le opportunità derivanti dall’economia circolare”: questo il titolo del Position Paper presentato a Roma presso la sede dell’Ara Pacis e realizzato da The European House – Ambrosetti in collaborazione con Iren.

Presente all’evento anche Luca Dal Fabbro, che ha commentato gli importanti risultati emersi dallo studio: “I dati dimostrano come l’incremento della dotazione impiantistica in termini di recupero e riciclo delle materie prime critiche sia l’azione più urgente da intraprendere a beneficio della sicurezza del sistema economico italiano”.

Al momento il fabbisogno europeo di materie prime critiche dipende in larga parte dalle importazioni dalla Cina, ma se la fornitura di terre rare dovesse interrompersi il rischio di non poter più raggiungere gli obiettivi prefissati dall’Europa diverrebbe tangibile: la Commissione Europea, attraverso il Critical Raw Materials Act, ha deciso infatti che, entro il 2030, l’estrazione, la raffinazione e il riciclo su suolo europeo debbano soddisfare rispettivamente almeno il 10%, il 40% e il 15% del fabbisogno di materie prime critiche.

La soluzione c’è, come ha evidenziato la Commissione Europea nel documento emanato nel marzo 2023, ne è ben consapevole anche Luca Dal Fabbro che spinge già da tempo per puntare tutto sull’economia circolare, alla ricerca di una maggiore indipendenza del nostro Paese dalle importazioni: “Al 2040 l’economia circolare potrà soddisfare fino al 32% del fabbisogno annuo di materie prime strategiche in Italia. Iren eserciterà un ruolo da protagonista in questo ambito, forte di un piano industriale che prevede al 2030 10,5 miliardi di Euro di investimenti con l’obiettivo di diventare il player di riferimento per l’economia circolare nel Paese”.

Presentazione del Position Paper “Materie prime critiche e produzioni industriali italiane”, realizzato da Iren e The European House – Ambrosetti

Luca Dal Fabbro ha partecipato alla presentazione del Position Paper dedicato alle materie prime critiche. L’Europa dipende dalle importazioni cinesi, il che è un rischio, ma l’Italia ha grandi potenzialità: grazie all’economia circolare potrebbe arrivare a soddisfare fino al 32% del fabbisogno annuo di materie prime strategiche entro il 2040.

Luca Dal Fabbro al Salone Internazionale del Libro di Torino

“Attraverso lo specchio tra sviluppo sostenibile e cultura”: questo il titolo del panel durante il quale è intervenuto Luca Dal Fabbro dedicandosi a temi economici e ambientali, sottolineando la fragilità del sistema finanziario attuale in seguito alle differenti crisi verificatisi negli ultimi anni. In questo scenario complesso, abbiamo dalla nostra parte la sostenibilità: trovare un paradigma comune aiuterà a garantire una maggior resilienza dell’economia globale.

Iren Innovation Day: Luca Dal Fabbro premia le start-up più promettenti

Luca Dal Fabbro premia le idee e le start-up più valide della prima edizione della Call4Ideas e della IV edizione di Iren Startup Award. “Con l’Iren Innovation Day”, ha dichiarato il Presidente, “guardiamo con curiosità al futuro dell’energia e alle nuove sfide innovative che ci attendono”. La chiave è cogliere con anticipo i trend emergenti e le potenzialità delle nuove tecnologie.

Energia sicura, economica e sostenibile: l’intervista di Luca Dal Fabbro a L’Avvenire

La crisi energetica nata con la guerra in Ucraina ed esplosa nell’estate del 2022 è stata prontamente tamponata dall’intervento del Governo e di Eni, che sono riusciti a ridurre la dipendenza del Paese dal gas russo grazie alle importazioni dall’Algeria. Lo scenario è più tranquillo, ma c’è ancora tanto che si può fare per configurare un sistema energetico più sicuro e più sostenibile.

Lo ha sottolineato Luca Dal Fabbro durante un’intervista a L’Avvenire: “se pensassimo di aver risolto il problema energetico del nostro Paese, sbaglieremmo”, ha commentato il Presidente Iren ed esperto di ESG. All’orizzonte, ad esempio, resta il problema della siccità, che comporta lo spegnimento di alcune centrali idroelettriche e termoelettriche.

L’urgenza maggiore resta la diversificazione dell’approvvigionamento di gas naturale”, ha spiegato Luca Dal Fabbro. “Oggi importiamo gas principalmente tramite i gasdotti e in parte minore dai rigassificatori. Noi non siamo certo contro le condotte, ma è chiaro che bisogna aumentare la quota di gas naturale liquefatto”. Servono nuovi impianti di rigassificazione e verso questa strada si sta già muovendo Iren con Sorgenia per sviluppare il più grande rigassificatore del Mediterraneo a Gioia Tauro: avrà una capacità fino a 16 miliardi di metri cubi all’anno. Occorre poi spingere l’acceleratore sulle rinnovabili, tutte, dal solare all’eolico, dal biogas al geotermico.

L’Italia è una grande potenza agricola, può produrre circa 10 miliardi di metri cubi in più dal biogas ottenuto dagli scarti dell’attività di agricoltori e allevatori, offrendo loro anche una fonte di reddito aggiuntiva”, ha spiegato Luca Dal Fabbro a L’Avvenire, evidenziando come anche l’energia geotermica resti un patrimonio poco sfruttato: “Calcoliamo che potremmo produrre 8 Gigawattora l’anno grazie al calore della terra tra Umbria, Toscana, Lazio e Marche. Il problema è che qui le regole restano troppo complesse”.

Nonostante i passi avanti compiuti negli ultimi anni in materia di procedimenti autorizzativi, c’è ancora tanto da fare per supportare gli investimenti in energia rinnovabile. Questa semplificazione non va vista come un ostacolo, ma come un processo da compiersi con determinazione, ricco di possibilità. “Oggi per lo stesso tipo di investimenti i tempi di realizzazione in Francia, Germania o Spagna sono dimezzati rispetto all’Italia”, commenta Dal Fabbro: si tratta di un impedimento anche per l’effettiva realizzazione del PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. “Io credo che occorra mettere insieme i migliori giuristi ed esperti di diritto amministrativo per elaborare una forte semplificazione dei processi: si potrebbe mantenere lo stesso standard ambientale dimezzando i tempi autorizzativi”.

L’intervista si conclude toccando il tema idrogeno, “una fonte del futuro, non del presente”. Questo non è il momento di sognare, ma di essere pragmatici per comprendere tutto ciò che si può fare in breve tempo per rendere il sistema energetico italiano più sicuro, più indipendente, sostenibile e competitivo.

Economia circolare e terre rare: la video intervista di Luca Dal Fabbro

La transizione energetica è una grande occasioni di sviluppo industriale per l’Europa e per l’Italia: lo ha sottolineato Luca Dal Fabbro durante una video intervista a Il Giornale d’Italia, concentrandosi sui temi centrali del passaggio alle rinnovabili e dell’economia circolare.

Le terre rare sono un elemento fondamentale per la transizione sia energetica che digitale”, ha affermato il Presidente Iren. “I nostri fotovoltaici, le batterie, sono pieni di terre rare: il tungsteno, il tantalio, il gallio, sostanze di cui si parla poco ma che sono vitali per l’economia”.

Al momento oltre il 90% delle terre rare in quanto a estrazione, raffinazione e commercializzazione è in mano a un paese extraeuropeo: di conseguenza è sempre più importante guardare alle potenzialità italiane in quest’ambito, che derivano dall’economia circolare: “Gruppo Iren sta investendo molto nel recupero delle terre rare, abbiamo un impianto che stiamo costruendo ad Arezzo su questo, e su tutto ciò che è recupero delle acque” ha spiegato Luca Dal Fabbro a Il Giornale d’Italia. “Una delle grandi opportunità che ha il nostro Paese è quella di recuperare le acque reflue, ad esempio, le acque meteoriche, e su questo vanno fatti investimenti importanti. Di 100 gocce che cadono sul territorio italiano forse 8 – 9 vengono raccolte, il resto viene disperso. Questa è una ricchezza importante che non possiamo più permetterci di perdere, quindi dobbiamo trattenerla e valorizzarla.” L’Italia, come sottolineato da Luca Dal Fabbro, è la seconda potenza agroalimentare d’Europa, l’acqua è dunque fondamentale per svolgere tutte le attività correlate a questo settore: è importante concentrarsi sul recupero delle acque reflue che possono poi essere riutilizzate nell’agricoltura.

Luca Dal Fabbro, rilanciare l’economia in ottica green: l’intervista a Italia Informa

Luca Dal Fabbro è membro del Board esecutivo della Scuola Politica “Vivere nella Comunità”: su questo ruolo e su altri temi centrali legati al futuro dell’energia si è concentrata l’intervista a Italia Informa, nella quale il Presidente Iren ha dichiarato: “Educare e formare la generazione a cui domani dovremo passare il testimone per governare il mondo che ci ospita è il più grande servizio che possiamo fare alla società”.

Nella Scuola Politica sono presenti figure di primo piano con le quali i giovani hanno l’opportunità di confrontarsi: “Sono profondamente onorato di condividere questa esperienza con personalità di questo calibro, che hanno portato e portano tuttora contributi professionali di altissimo livello per il nostro Pese: è uno stimolo nella mia attività quotidiana di manager e di cittadino. Allo stesso modo, per i giovani è un’opportunità impagabile potersi misurare con uomini e donne di un tale spessore umano e professionale”. Le sfide del passato tornano con nuova forza nel presente, pensiamo alle guerre, alle pandemie. Ci sono inoltre i rischi legati al web, alla tecnologia: per comprendere tutte le sfaccettature della realtà serve un approccio sempre più onnicomprensivo, professionisti dallo sguardo ampio e dalle competenze multisettoriali. La Scuola svolge le sue attività con questa consapevolezza.

Come dimostrato nel libro “ESG: La misura della sostenibilità ” (Rubbettino Editore, 2022), la transizione ecologica e l’economia circolare sono elementi imprescindibili del nostro presente: “Gli investimenti sostenibili non sono solo profittevoli, sono la chiave per aumentare la redditività di un’impresa”, sottolinea Luca Dal Fabbro nell’intervista. “In qualsiasi settore i report di sostenibilità acquistano autorevolezza”. In questo senso Gruppo Iren ha strutturato un Piano Industriale decennale per realizzare un futuro più sostenibile per comunità e territori, un progetto che si basa sui tre pilastri strategici di transizione, territorialità e qualità del servizio.

Come evidenziato da Luca Dal Fabbro al termine dell’intervista, il PNRR è la chiave per il rilancio economico e va salvaguardato. Gli operatori sono pronti ad accogliere questa occasione, ma serve anche l’azione tempestiva della politica, “soprattutto per quanto riguarda il tema degli iter autorizzativi che molto spesso bloccano il grande potenziale italiano di sviluppo green”.


Energia, i tre pilastri: l’editoriale di Luca Dal Fabbro per Formiche

La sostenibilità non basta: “Una politica energetica che voglia essere lungimirante deve assumere una prospettiva olistica, che si basi su tre pilastri. Sicurezza energetica, competitività e sostenibilità”.

Così scrive Luca Dal Fabbro in un recente editoriale su Formiche.net, sottolineando come occorra agire con celerità in quanto stiamo attraversando mesi e anni decisivi, di grandi cambiamenti sul piano internazionale. Basti pensare come oggi ben 850 milioni di persone (in gran parte africani) non abbiano accesso all’elettricità, o alla domanda esorbitante di energia proveniente da paesi come Cina, India e Africa: Luca Dal Fabbro riporta questi dati sottolineando anche la forte dipendenza dell’Europa dalle importazioni. In questo complesso scenario, tre sono i pilastri per dar vita a una nuova politica energetica.

La sicurezza e la sovranità si ottengono istallando nuovi rigassificatori, come quello di Iren a Gioia Tauro, e “facendo sistema, non operando da battitori liberi: questo significa lavorare insieme a Francia, Germania, Inghilterra, e non in ottica di contrapposizione ma di collaborazione con gli Stati Uniti”.

Il secondo pilastro, secondo Luca Dal Fabbro, riguarda invece le rinnovabili che rappresentano ancora una sfida, soprattutto se si considerano gli obiettivi del Piano Fit for 55. È inoltre necessario snellire il più possibile gli iter autorizzativi e lavorare sulla sburocratizzazione dei processi.

Si arriva infine al terzo pilastro”, scrive Dal Fabbro, “quello della competitività”. “L’Italia può dire la sua soprattutto in materia di economia circolare, dove è possibile lo sviluppo di una filiera italiana di componentistica per la gestione rinnovabile e lo storage”. In particolare, grande attenzione va rivolta alle materie prime “Critiche”, le cosiddette terre rare come il neodimio o il litio, da cui al momento siamo dipendenti dalla Cina. È necessario intervenire anche in questo ambito.

Per la riuscita di questi ambiziosi piani sarà di fondamentale importanza riuscire a condividere i benefici della transizione energetica con le imprese, i cittadini e i consumatori, favorendo la crescita dimensionale delle realtà che lavorano nel settore delle fonti rinnovabili, attraverso processi di aggregazione promossi dai grandi players”. Per riuscirci serve una visione strategica e il sopporto della finanza pubblica e nazionale, conclude Luca Dal Fabbro.

Convegno Utilitalia, l’intervento del Vicepresidente Luca Dal Fabbro

Mai come oggi la sicurezza energetica e la competitività del Paese richiedono un dialogo costruttivo e franco tra le aziende e gli apparati dello Stato al fine di garantire uno sviluppo rapido a beneficio del Paese in settori vitali e strategici quali energia, acqua ed economia circolare”: questa la dichiarazione di Luca Dal Fabbro durante il convegno intitolato “Crisi dell’energia, gli impatti sulle utilities e il contributo del comparto”.

Luca Dal Fabbro all’ESG Challenge Iren 2023

Il Paese deve cominciare a pensare ai giovani, perché il rilancio di una politica energetica e ambientale passa attraverso di loro. Noi abbiamo voluto scegliere i migliori”. Luca Dal Fabbro presenta l’ESG Challenge Iren 2023, basata sulle 12 sfide chiave proposte dall’azienda e in linea con l’Agenda 2030. Sostenibilità, temi sociali e di governance: su questi argomenti si sono cimentati i partecipanti provenienti sia da università italiane che estere.

Luca Dal Fabbro a Ecomondo

Dobbiamo pensare di utilizzare le risorse disponibili: la termovalorizzazione è un’opportunità così come rinnovabili e rigassificatori”. Anche quest’anno Iren, rappresentata d Luca Dal Fabbro, ha preso parte alla fiera Ecomondo. Si è parlato di economia circolare, nuove tecnologie e sviluppo sostenibile.  

Luca Dal Fabbro: focus su crisi idrica e sicurezza energetica

Superare la crisi dell’approvvigionamento del gas è il primo punto focale sul quale concentrarsi, attorno ad esso però ruotano altre sfide da non perdere mai di vista: ne ha parlato Luca Dal Fabbro a margine dell’evento “Il Verde e il Blu Festival”, intervistato da Il Giornale d’Italia.

La sicurezza energetica è solo uno dei tre pilastri su cui deve poggiare una sana strategia energetica di un paese o dell’Europa. Dobbiamo quindi aggiungere la sostenibilità e la competitività”. Procedendo per step, inizialmente bisogna garantire l’approvvigionamento del gas per le attività quotidiane di aziende e famiglie, per poi concentrarsi sulla competitività dei prezzi. Il tutto con un’ottica sostenibile e nel rispetto dell’ambiente: “Il global warming è un’altra crisi tra quelle più importanti da affrontare”.

Luca Dal Fabbro si è espresso anche riguardo il tema della scarsità idrica, “che riceve meno attenzioni rispetto all’energia”: è importante invece pensare anche all’acqua in quanto si tratta di una risorsa preziosissima e scarsa. Servono investimenti anche in tal senso. “Abbiamo firmato ieri un accordo con banca BBVA per 50 milioni di euro come linea di credito per finanziare progetti che siano legati a un water footprint sostenibile e quindi in funzione di obiettivi”. Queste risorse verranno utilizzate per rendere la rete idrica più sostenibile e resiliente.

Luca Dal Fabbro al Forum The European House Ambrosetti

La soluzione all’aumento dei prezzi e all’approvvigionamento energetico è doppia, nel breve periodo produrremo l’energia come potremo per evitare lo stop delle forniture, ma nel medio lungo periodo la strada delle rinnovabili è l’unica possibile.”. Luca Dal Fabbro partecipa in qualità di Presidente di Gruppo Iren al Forum Ambrosetti, sottolineando l’importanza di un PNRR dedicato all’energia e all’acqua: le risorse idriche sono fondamentali sia per far fronte alla siccità estiva, sia per produrre energia in caso di necessità.

Luca Dal Fabbro presenta il suo libro sulla misurabilità in ambito ESG

Avere dei parametri chiari, univoci e universali che misurino nel concreto la sostenibilità di un’azienda è sempre più importante: la compliance ESG tuttavia non viene al momento misurata e ottenuta grazie a uno strumento che sia uguale per tutti. A seconda del settore di appartenenza, ad esempio, e dello standard utilizzato, si può risultare più meno compliant e delineare dunque differenti risultati e margini di miglioramento. Si tratta di una situazione non ottimale, una disomogeneità che ha spinto l’ESG European Institute ad esaminare questo complesso quadro per trovare delle soluzioni.

Luca Dal Fabbro, che presiede l’ente, è autore del libro “ESG – La Misurazione della Sostenibilità ” (Rubbettino Editore, 2022), che racchiude il risultato di questo lavoro di ricerca e analisi. L’obiettivo del testo è proprio quello di delineare un approccio più incentrato sui parametri sector agnostic e comuni a tutte le realtà aziendali, così da trovare davvero un modo univoco per misurare la sostenibilità di un’azienda, a prescindere dal settore di appartenenza.

In particolare, Luca Dal Fabbro e l’ESG European Institute hanno delineato 21 fattori comuni a tutti gli standard più diffusi, che possono fare da base per la produzione di una rendicontazione non finanziaria oggettiva.

Grazie al metodo elaborato nel libro vi è la possibilità concreta di discernere le aziende realmente sostenibili da quelle che usano la sostenibilità come un elemento solo “di facciata”: dei dati importanti anche per gli investitori che puntano ad accelerare il processo di transizione ecologica da tutti auspicato.

Luca Dal Fabbro: misurare la sostenibilità per favorire il cambiamento  

Vice-presidente del Circular Economy Network e presidente dell’ESG European Institute, Luca Dal Fabbro è autore del libro “ESG – La Misurazione della Sostenibilità”. In una intervista ad “Avvenire”, Dal Fabbro ha parlato della fine del cosiddetto “turbocapitalismo” a favore invece di un cambiamento di paradigma radicale, più improntato sulla ridistribuzione delle risorse a beneficio della collettività e in un’ottica di riguardo per la tutela dell’ambiente.

Lavorare per il mero profitto non è più competitivo, per questo l’attenzione verso le politiche legate alla sostenibilità sociale ed ambientale sono sempre più al centro dell’attenzione. Servono, in questo senso, dei parametri globali che permettano di valutare univocamente il proprio impegno e operato in ottica ESG. “L’adozione di criteri universalmente riconosciuti snellirebbe le attività di reporting da parte degli emittenti e incentiverebbe l’introduzione dei criteri ESG, accanto ai dati finanziari, in un bilancio integrato”, spiega Luca Dal Fabbro ad “Avvenire”.

In un mondo globalmente interconnesso, la sola valutazione dei dati finanziari non riflette la bontà di un processo o di un’operazione nemmeno per il soggetto emittente; altri parametri, indicazione della realtà attorno a noi, sono imprescindibili”. L’attenzione è tutta sullo sfruttamento delle risorse, sulla biodiversità, sulla gestione dei rifiuti, sulla sicurezza sul lavoro, sulle politiche salariali, sulla tutela delle minoranze, sulle strategie anti-corruzione.

Attualmente”, commenta ancora Dal Fabbro, “la valutazione è formulata sulla base dei rating di sostenibilità o ESG, certamente importanti per definire la linea di un’organizzazione, ma pur sempre calcolata da enti privati con framework proprietari”: la “globalizzazione” dei parametri aiuterebbe anche ad avere più trasparenza in tal senso.

Luca Dal Fabbro: l’intervista su sicurezza energetica e transizione green

La transizione ecologica dopo il conflitto russo-ucraino: questo è il tema centrale della riflessione di Luca Dal Fabbro pubblicata su “IlGiornale.it”. Al centro del discorso vi è sempre più la tematica della sicurezza energetica, che Dal Fabbro ha definito “la priorità” nel difficile contesto attuale. “L’UE importa il 90% del gas che consuma, e oltre il 40% del consumo totale di gas proviene dalla Russia”. Dei numeri da non sottovalutare, che sottolineano l’importanza di “mettere in sicurezza la produzione e l’incremento della resilienza del sistema energetico nazionale, per evitare blackout e contingentamenti della produzione”. Le energie rinnovabili risultano al centro di questa discussione, in quanto “producendo elettricità a livello locale possono contribuire all’indipendenza energetica”.

Come sottolineato da Luca Dal Fabbro, “per raggiungere gli obiettivi che l’Italia si è posta per il 2030 dovremo installare almeno 70 GW di rinnovabili nei prossimi 10 anni”. In questo scenario, l’economia circolare è un elemento a cui dare assoluta attenzione, in quanto permette di ripensare i cicli produttivi in modo da limitare l’utilizzo di materie prime e migliorare lo smaltimento dei prodotti finiti. “Nel breve periodo dobbiamo pensare alla sicurezza dell’approvvigionamento energetico, ma nel medio e lungo periodo dovremo inserire tra le priorità anche la sostenibilità ambientale ed i costi. Su questi tre pilastri si deve basare la strategia energetica dell’Europa”.

Dall’intervista è emerso anche un altro importante tema, quello che lega la sicurezza energetica e la stabilità economica del Paese: “Serve oggi una politica energetica nuova, che miri il più possibile all’indipendenza dalle fonti fossili e che sia condivisa da tutti gli stakeholders, ricordando che non esistono soluzioni a costo zero e che oggi stiamo pagando, in termini di inflazione e dipendenza energetica, il prezzo di ritardi e decisioni strategiche errate prese negli scorsi decenni”. Come sottolineato da Luca Dal Fabbro, la sfida di oggi consiste nel “conciliare la necessità di sostenibilità ambientale con un costo dell’energia accessibile durante la transizione”.