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Top Utility di Althesys: l’intervento di Luca Dal Fabbro si concentra sul repowering del solare

“Le aziende affrontano un contesto macroeconomico e geopolitico incerto, mentre le peculiarità del settore richiedono certezza regolatoria e iter autorizzativi più rapidi”. Luca Dal Fabbro è intervenuto durante Top Utility di Althesys, evento organizzato in collaborazione con Utilitalia e giunto alla sua quattordicesima edizione.

Luca Dal Fabbro al Forum TEHA 2026 di Cernobbio

In occasione della 52esima edizione del Forum TEHA di Cernobbio, il Presidente di Iren Luca Dal Fabbro è stato intervistato da “Class CNBC” e ha approfondito il tema delle sfide connesse al settore energetico. Un comparto in cui, di fronte a tensioni commerciali e scenari geopolitici incerti, l’Italia e l’Europa si trovano nuovamente a fare i conti con la vulnerabilità energetica.

Secondo il Presidente esecutivo di Iren, la risposta all’instabilità deve essere un’accelerazione che punti a supportare la sicurezza e l’autonomia. Per raggiungere tale obiettivo, tra le priorità emerge quella dello sviluppo delle energie rinnovabili, anche attraverso il repowering degli impianti fotovoltaici già esistenti sul territorio nazionale, con la possibilità di implementare tecnologie di ultima generazione per raddoppiare la produzione.

Insieme a questo, è cruciale rafforzare le infrastrutture per una maggiore capacità di stoccaggio, anche per tutelare il Paese dalla volatilità dei mercati e da eventuali interruzioni negli approvvigionamenti.

Cooperazione e impegno da più parti sono centrali nel percorso: in questa sfida, le utility italiane possono ricoprire un ruolo da protagoniste e da abilitatrici. Nonostante il contesto macroeconomico complesso, le aziende del settore continuano infatti a investire su reti e infrastrutture, spingendo anche nella digitalizzazione dei processi e nella protezione degli asset da minacce cyber e fisiche.

Tuttavia, come evidenziato da Luca Dal Fabbro, per consolidare la crescita e garantire efficienza operativa sono necessarie maggiore certezza regolatoria e iter autorizzativi più snelli. In conclusione, il Presidente ha evidenziato come la sostenibilità industriale coincida ormai anche con i temi della sicurezza: diversificare le fonti, valorizzare le filiere europee di materie prime critiche e digitalizzare le reti sono azioni chiave per garantire un futuro solido al comparto e al Paese.

 

Per maggiori informazioni:

https://video.milanofinanza.it/video/crisi-energetica-dal-fabbro-iren-con-forti-investimenti-in-rinnovabili-riduciamo-dipendenza-estero-xb3y75m

Luca Dal Fabbro nominato Presidente di Confservizi

L’Assemblea di Confservizi, convocata per il rinnovo degli organi, ha eletto Luca Dal Fabbro come Presidente della Confederazione nazionale, che riunisce ASSTRA e UTILITALIA. Presidente esecutivo di Iren e Presidente di Utilitalia, succede a Francesco Macrì alla guida dell’organizzazione, che rappresenta circa 600 imprese e oltre 150mila dipendenti attivi nei servizi pubblici di acqua, rifiuti, energia e trasporti.

“I settori dell’acqua, dei rifiuti, dell’energia e dei trasporti sono in rapida evoluzione e al contempo sono alle prese con sfide sempre più impegnative“, ha dichiarato Dal Fabbro. “Per superarle, le imprese dei servizi pubblici dovranno muoversi lungo le direttrici della transizione ecologica, della digitalizzazione e degli investimenti, in un’ottica di stampo industriale“. Confservizi nasce dalla fusione di ASSTRA, che rappresenta il trasporto pubblico locale, e UTILITALIA, che riunisce le imprese dei servizi di energia, acqua e ambiente. Il sindacato d’impresa tutela le aziende che operano nei servizi pubblici a rilevanza industriale e svolge un ruolo di rappresentanza nei confronti delle istituzioni.

Luca Dal Fabbro ospite di “Quasar” su Rai 2: l’intervista condotta da Valerio Rossi Albertini

Nel corso della trasmissione in onda su Rai 2, Luca Dal Fabbro ha affrontato il tema delle infrastrutture gestite dalle utilities quali componenti strategiche per i servizi essenziali. Renderle più efficienti, ha sottolineato il Presidente di Utilitalia e Iren, significa infatti assicurare maggiore competitività al Paese e un reale beneficio ai cittadini.

In cima alla lista delle priorità delle utilities c’è la sicurezza dell’approvvigionamento di energia, acqua e servizi essenziali come la raccolta e la gestione dei rifiuti. E Utilitalia, ha ricordato Luca Dal Fabbro, rappresenta proprio le circa 400 realtà che ogni giorno operano per garantire appunto i servizi essenziali, investendo 8,5 miliardi di euro all’anno sul territorio tra digitalizzazione, economia circolare e decarbonizzazione. Parlando di investimenti, il manager ha ribadito l’importanza di incrementarli soprattutto nell’ambito del sistema idrico che, per quanto moderno, necessita di essere mantenuto e messo al passo con le nuove tecnologie per affrontare al meglio le problematiche legate alla crisi climatica. Tra le sfide più urgenti c’è quella relativa alla riduzione delle perdite di rete, un impegno che Utilitalia sta portando avanti supportando le imprese negli investimenti.

Sul fronte ambientale, Luca Dal Fabbro ha rimarcato la strategicità dell’economia circolare. “Nei rifiuti abbiamo del valore, abbiamo delle risorse, abbiamo delle energia, abbiamo tante soluzioni che vanno fino alla produzione di biogas”. In questo contesto, le aziende di Utilitalia possono costituire la spina dorsale di un sistema molto articolato, che va dalla raccolta casa per casa fino alla valorizzazione in impianto e alla commercializzazione dei materiali recuperati, essenziali per la nostra industria.

Per quanto riguarda le rinnovabili, il Presidente ha evidenziato che la produzione da fonti di energia rinnovabili, oltre a permettere di produrre energia in modo sostenibile, significa anche essere meno sensibili, meno dipendenti dall’estero, quindi aumentare intrinsecamente la sicurezza dell’approvvigionamento delle nostre case e delle nostre imprese. Ecco perché quando si parla di energia, bisogna pensare al trinomio sicurezza, competitività e ambiente, senza dimenticare che l’energia si trasmette attraverso cavi e tubi, dei quali ci si deve assicurare che siano sempre funzionanti.

L’intervista a Luca Dal Fabbro si conclude, infine, con il tema della sicurezza delle infrastrutture, in quanto sempre più digitali. Dal momento che la digitalizzazione e la conseguente interconnessione ha esposto le reti a una maggiore sensibilità ad attacchi esterni, è imperativo occuparsi della loro difesa. Secondo il manager, l’obiettivo dovrebbe essere arrivare ad avere un sistema talmente resiliente da essere inattaccabile. “Le aziende di Utilitalia e le istituzioni stanno lavorando insieme per poter garantire sempre maggiore sicurezza cibernetica alle reti strategiche del nostro Paese”.

Per maggiori informazioni:

https://www.ilgiornaleditalia.it/video/economia/780043/luca-dal-fabbro-utilitalia-produrre-energia-rinnovabile-in-italia-ci-porta-ad-essere-meno-dipendenti-dall-estero-e-ad-aumentare-la-sicurezza-dell-approvvigionamento-nelle-nostre-case-.html

Luca Dal Fabbro: “Il 2025 di Iren conferma un modello industriale solido e sostenibile”

Dopo l’approvazione del bilancio 2025 di Iren, il Presidente Luca Dal Fabbro ha commentato i risultati del Gruppo, definendoli in linea con le attese comunicate al mercato. Un esercizio che, in un contesto energetico e macroeconomico ancora incerto, conferma la bontà della strategia seguita: una crescita costruita con metodo, senza forzature.

I numeri parlano chiaro: l’EBITDA si attesta a 1,353 miliardi di euro, con un aumento del 6%, mentre l’utile netto supera quota 300 milioni, in crescita del 12%. Positivo anche il quadro finanziario: il rapporto tra indebitamento netto ed EBITDA scende a 3,1 volte, nonostante il livello sostenuto degli investimenti.

Un contributo rilevante è arrivato da Egea. Secondo Luca Dal Fabbro, l’operazione ha già prodotto benefici concreti e ha ampliato la base industriale del Gruppo. Sul piano finanziario, dunque, il 2025 del Gruppo si caratterizza dal consolidamento anticipato della ex holding di Alba, accompagnato dall’emissione di un prestito obbligazionario ibrido da 500 milioni di euro. Alla base dei risultati non ci sono operazioni isolate, ma una precisa impostazione industriale: puntare sulle attività regolate e semi-regolate, che oggi generano circa il 75% dell’EBITDA. Un assetto che riduce l’esposizione alle oscillazioni dei prezzi dell’energia e garantisce maggiore continuità anche quando i mercati si fanno più difficili.

Sul fronte degli azionisti, è stato proposto un dividendo di 13,86 centesimi per azione, in aumento dell’8%, con un payout di circa il 60%, in linea con il Piano Industriale. Per il Presidente è la dimostrazione che crescita e remunerazione possono procedere insieme, senza intaccare la solidità patrimoniale.

Ampio spazio, nelle parole di Luca Dal Fabbro, anche alla sostenibilità come leva strategica: nel 2025 circa il 73% degli investimenti ha riguardato progetti sostenibili, dalle reti all’efficienza energetica, dal servizio idrico alla gestione dei rifiuti, ambiti centrali per il Gruppo e fonte di ricavi stabili nel tempo.

Infine, il ruolo delle persone e dei territori. Con l’ingresso di nuove società, Iren serve più Comuni, rafforza la propria presenza nei servizi ambientali e amplia l’organico, confermandosi come uno dei principali operatori infrastrutturali del Paese.

Per maggiori informazioni:

https://euroborsa.it/iren-2025-dal-fabbro.aspx

L’intervento di Luca Dal Fabbro alla XIV edizione del Top Utility di Althesys

In occasione della 14esima edizione del Top Utility di Althesys, appuntamento organizzato in sinergia con Utilitalia che ogni anno fotografa lo stato dell’arte nei settori idrico, energetico e dei rifiuti, Luca Dal Fabbro è tornato a sottolineare il ruolo strategico delle utility nel percorso di transizione ecologica. Secondo il Presidente di Utilitalia e di Iren, lo scenario complesso che abbiamo davanti rafforzerebbe ulteriormente la necessità di accelerare su autonomia energetica europea, sviluppo delle rinnovabili, efficienza energetica e diversificazione delle fonti. “Oggi, per un’azienda dei servizi pubblici, essere sostenibile significa anche garantire l’autonomia degli approvvigionamenti per non dipendere da regimi instabili, proteggere le reti da attacchi cyber e fisici e sviluppare filiere europee per le materie prime critiche”.

Eventi degli ultimi anni come l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia e la crisi in Medio Oriente hanno mostrato la vulnerabilità dell’Europa in termini di dipendenza energetica. Per aumentare la sicurezza, ha evidenziato Luca Dal Fabbro, si dovrebbe innanzitutto puntare al repowering di impianti già presenti in ambito fotovoltaico. In Italia ci sono impianti con 15-20 anni di operatività, per una potenza complessiva di 70.000 megawatt di energia rinnovabile. “Sostituirli con tecnologie di ultima generazione permetterebbe di raddoppiare la produzione a parità di strutture, garantendo un impatto ambientale nullo”.

Intanto, nell’estate 2026 2026 terminerà il PNRR, il programma che ha dato risorse per la transizione. Althesys avrebbe individuato quattro direttrici evolutive: l’accelerazione sull’innovazione, la riallocazione dei capex verso infrastrutture legate al PNRR, la ricerca di efficienza e qualità tramite la digitalizzazione, il consolidamento dell’equilibrio finanziario in un contesto macroeconomico incerto.

 

Per maggiori informazioni:

https://www.corriere.it/economia/aziende/26_marzo_18/utility-alla-sfida-della-crisi-energetica-in-medio-oriente-dal-fabbro-priorita-al-repowering-del-solare-b83b308b-0158-4729-97f0-ce79a36fcxlk_amp.shtml

Luca Dal Fabbro al Sustainable Future Forum

A dieci anni dagli Accordi di Parigi, il Sustainable Future Forum ha acceso i riflettori su una delle sfide più decisive della transizione: l’acqua. Una risorsa sempre più scarsa e allo stesso tempo strategica per la sostenibilità e per la competitività del Paese. In un’intervista Luca Dal Fabbro, Presidente di Iren e di Utilitalia, ha tracciato un quadro chiaro delle priorità e delle azioni necessarie per garantire la sicurezza idrica, economica e industriale dell’Italia.

Il dato è noto ma resta allarmante: quasi il 40% dell’acqua immessa in rete viene dispersa. “Significa che su 100 molecole depurate, 40 vanno perse: è uno spreco inaccettabile”, ha spiegato il Presidente. Per affrontare questo problema strutturale, Utilitalia e le multiutility stanno investendo lungo tutto il territorio nazionale, grazie anche al ruolo fondamentale del PNRR, che ha permesso di mettere in sicurezza molti tratti di rete. Ma non basta.

“Stimiamo che servano almeno 10 miliardi di euro nei prossimi cinque anni per ridurre in modo significativo le perdite”, ha ricordato Luca Dal Fabbro, annunciando lo studio di nuovi strumenti finanziari che consentano, anche oltre al PNRR, di sostenere gli investimenti sia delle società quotate sia di quelle pubbliche.  Accanto alle reti, c’è il tema cruciale della depurazione, su cui Iren è fortemente impegnata con nuovi impianti e tecnologie. Per il Presidente, però, la questione va oltre: “L’acqua è un bene essenziale, il motore dell’economia”. Senza una gestione efficace della risorsa, agricoltura e industria, settori in cui l’Italia è tra i leader europei, non possono reggere. In un contesto climatico sempre più estremo, in cui le piogge sono meno frequenti ma più violente, diventa fondamentale raccogliere e governare l’acqua. Da qui l’importanza di una nuova politica degli invasi, capaci non solo di garantire riserve in caso di siccità, ma anche di ridurre il rischio idrogeologico e le alluvioni. “Investire sull’acqua significa renderci più resilienti quando ce n’è troppa e quando ce n’è troppo poca”, ha ribadito il manager di Iren.

L’acqua è anche un’infrastruttura critica dal punto di vista della sicurezza. Acquedotti e impianti sono gestiti da sistemi digitali (sensori, valvole, attuatori) potenzialmente vulnerabili ad attacchi informatici. Per questo Utilitalia ha promosso il primo convegno nazionale sulla cybersicurezza delle infrastrutture, in collaborazione con le istituzioni competenti. “Serve una forte alleanza tra utility e istituzioni”, ha confermato Luca Dal Fabbro, per colmare il gap tecnologico europeo e proteggere una risorsa così sensibile. La sicurezza dell’acqua è, a tutti gli effetti, una questione di sicurezza nazionale.

Lo sguardo si è poi allargato al contesto geopolitico ed economico. Tra guerre, dazi e tensioni commerciali, l’Europa è chiamata a rafforzare la propria resilienza economica. Il Presidente ha espresso una posizione netta: “Non possiamo bandire il motore fossile al 2035 senza avere industrie europee competitive sull’elettrico”. Il rischio è perdere competitività e sovranità industriale. Con una metafora efficace, ha posto il dilemma: “Vogliamo restare erbivori in un mondo di carnivori?”. In uno scenario in cui la “regola della forza” ha spesso sostituito la “forza delle regole”, l’Europa deve decidere se essere protagonista o subire le scelte altrui. Il cambiamento tecnologico, dall’AI ai data center, rappresenta una sfida ma anche una grande opportunità. “I data center uniscono bit, elettrotecnica ed energia: esattamente il campo delle multiutility”, ha spiegato. L’Italia ha le competenze per diventare un hub strategico, ma serve un vero “Piano Marshall” per l’innovazione e l’intelligenza artificiale, con investimenti massicci a livello europeo.

In chiusura, una riflessione sul futuro e sui giovani. “La rassegnazione dei giovani è la cosa più preoccupante”, ha dichiarato Luca Dal Fabbro. La transizione, per essere davvero sostenibile, deve offrire lavoro, prospettive e speranza alle nuove generazioni. Serve un’alleanza tra giovani e anziani, tra imprese e istituzioni, per costruire un futuro condiviso. “Abbiamo parlato molto di ambiente e finanza – ha concluso – ma in Europa manca una discussione seria e onesta sul futuro dei giovani. Dobbiamo coinvolgerli e renderli protagonisti”.

Luca Dal Fabbro: difendere le utility italiane dalle minacce cyber è una priorità nazionale

Il tema della cybersecurity nel settore delle utility italiane è ormai al centro del dibattito strategico nazionale. In occasione del Forum di Utilitalia “Cybersecurity, la nuova sfida delle utility”, Luca Dal Fabbro, Presidente della Federazione, ha illustrato la crescente complessità delle minacce informatiche e la necessità di un sistema di difesa moderno, coordinato e resiliente.
Negli ultimi anni, segnala il Presidente, si è registrato un incremento significativo degli attacchi informatici ai servizi essenziali del Paese. “Le utility – attive nei settori di energia elettrica, gas, acqua e rifiuti – rappresentano un’industria strategica e critica. Garantire la loro continuità significa assicurare la stabilità del sistema Paese”, ha spiegato. Per questo, Utilitalia sta intensificando attività e collaborazioni per sviluppare tecnologie e infrastrutture in grado di difendere il settore da minacce cibernetiche sempre più sofisticate.
Luca Dal Fabbro ha indicato una strategia basata su tre aspetti fondamentali per rispondere in modo efficace a un cyberattacco. Il primo è il monitoraggio continuo, fondamentale per individuare potenziali vulnerabilità e testare costantemente la resistenza dei sistemi. Il secondo riguarda l’adozione di tecnologie avanzate, sia per il rilevamento sia per la difesa attiva in caso di attacchi. Il terzo è rappresentato dagli investimenti in competenze e infrastrutture, elemento imprescindibile per assicurare backup, continuità operativa e rapidità di ripristino.
Sul fronte energetico, il Presidente ha commentato anche gli effetti delle dinamiche geopolitiche globali e il potenziale impatto dell’accordo con gli Stati Uniti relativo alle importazioni italiane di gas russo. “Il gas americano ci permette una maggiore sicurezza”, ha affermato. L’arrivo di gas liquefatto dagli USA contribuisce infatti a diversificare le fonti di approvvigionamento, rafforzando la resilienza europea e riducendo il rischio di interruzioni improvvise. Una scelta che l’Italia sta già percorrendo e che il governo continua a sostenere.

Luca Dal Fabbro a Ecomondo: l’Italia potrebbe coprire fino al 66% di materie prime critiche

Dal rapporto presentato da Luca Dal Fabbro a Ecomondo, emerge una crescita della domanda globale di materie prime critiche: +11% rispetto al 2021. Un numero che si stima salirà di un ulteriore 34% entro il 2030, con la possibile aggiunta di un altro 10% di fabbisogno derivante da intelligenza artificiale e data center. Intanto, la concentrazione delle catene di approvvigionamento si fa sempre più elevata, con l’86% della raffinazione mondiale controllata da soli tre Paesi nel 2024.

Si tratta di materie divenute ormai essenziali per l’Europa poiché abilitano 3,9 trilioni di euro di produzione, vale a dire il 22% del PIL dell’Unione. Con il 31% del PIL dipendente da settori che utilizzano materie prime critiche, l’Italia è la più esposta tra le cinque principali economie europee. “Una eventuale interruzione delle forniture – fa sapere il Presidente di Iren – metterebbe a rischio fino a 88 miliardi di euro di produzione industriale nel nostro Paese”.

In tale contesto, sebbene il percorso verso l’autosufficienza resti complesso, dal momento in cui “l’Italia non dispone di riserve minerarie significative”, il nostro Paese potrebbe però “diventare un hub europeo per il riciclo e il recupero delle materie prime seconde”. Per far sì che ciò avvenga bisognerebbe integrare partnership internazionali strategiche e investimenti nell’economia circolare dei RAEE, entrambe leve capaci di rafforzare la competitività industriale e diminuire la dipendenza dai fornitori esteri.

Questa occasione, spiega Luca Fabbro, ci viene data dal Piano Mattei che ci consente di creare una filiera di cooperazione con i Paesi africani, nei quali il potenziale di recupero dei rifiuti elettronici supera 1,5 milioni di tonnellate l’anno. Il Nord Africa, in particolare, “può diventare un partner strategico per la valorizzazione delle materie prime critiche attraverso progetti di riciclo e trasformazione sostenibile, con un valore stimabile di 2,5 miliardi di euro”.

Tenendo conto di una simile opportunità, la “tassa RAEE” proposta dall’Unione Europea si tradurrebbe quindi in un “costo del non fare”, stimato in 2,6 miliardi di euro all’anno che, se fossero invece reinvestiti nella filiera del riciclo, permetterebbero di coprire i due terzi del fabbisogno nazionale di materie prime e valorizzare 1,7 miliardi all’anno di MPC contenute nei RAEE.

“Le opportunità future – ha concluso Luca Dal Fabbro – passano da due strade parallele e complementari: la cooperazione industriale internazionale e lo sviluppo dell’economia circolare. Solo investendo su entrambe potremo garantire all’Italia sicurezza economica, ambientale e strategica”.

Le sfide del presente e del futuro nel terzo libro di Luca Dal Fabbro

Riduzione dei combustibili fossili e promozione delle rinnovabili: è da queste assunti che parte la fase socio-economica, ma non solo, di cui parla il Presidente di Iren e di Utilitalia, Luca Dal Fabbro, nel suo terzo libro. Si tratta di una rivoluzione energetica che mira ad avere profondi effetti nella geopolitica, dal momento in cui chi controlla le fonti acquisisce un fortissimo potere. La quarta transizione energetica, dunque, che vede come priorità emergenti l’accesso all’acqua e l’approvvigionamento dei materie prime critiche e terre rare, indispensabili per una reale trasformazione delle comunità verso un hi-tech in grado di fare la differenza. È un cambiamento spinto anche dalla rivoluzione digitale in corso, che vede il 5G e l’Intelligenza Artificiale nelle vesti di nuovi booster per la competitività.

In tale contesto, il manager delinea quali sono le maggiori sfide del presente e del futuro. Sono tre gli aspetti che più stanno influendo sull’evoluzione delle società, dell’ambiente e delle economie: la deglobalizzazione, intesa come quel processo che sta vedendo la contrapposizione del blocco atlantico con i Paesi BRICS; la decarbonizzazione, da affrontare come una trasformazione delle economie per ridurre le emissioni di gas a effetto serra e raggiungere la neutralità climatica stabilita con l’Accordo di Parigi; la digitalizzazione, con vantaggi e svantaggi, inclusa la cyber-vulnerabilità.

Il manager ne ha parlato approfonditamente in una intervista per “Il Messaggero”. “Lo scenario che si prospetta è di totale deleadership del mondo: non c’è più un protettore del pianeta come lo erano gli Usa – afferma Luca Del Fabbro –. Questo, citando Tucidide, è il periodo in cui i forti prendono quello che vogliono e i deboli soffrono quello che devono”. Da qui la necessità di “proteggere i sistemi industriali ed economici” e “trovare il giusto compromesso tra sicurezza, competitività e ambiente”. In quest’ottica, il sistema industriale italiano “devetrasformarsi e deve fissare delle priorità, per esempio quali sono le battaglie che vuole vincere”. Significa identificare quali sono i campi in cui si può essere più competitivi. Per il Presidente di Iren, coinciderebbero con “l’industria della rigenerazione, del recupero, dell’economia circolare”, ambiti che ci vedono già leader, ma in cui “possiamo diventarlo ancora di più, esportare le nostre tecnologie, valorizzare i nostri rifiuti e quindi aumentare anche la resilienza dei nostri sistemi

Luca Dal Fabbro: la strategia per l’acqua e l’idroelettrico

Il Presidente di Iren e Utilitalia Luca Dal Fabbro è intervenuto al forum The European House Ambrosetti di Cernobbio, che si è svolto dal 5 al 7 settembre, sul fronte della gestione della risorsa idrica del Paese, sull’acqua e sull’idroelettrico. Con il fine di garantire l’autonomia nazionale per un bene essenziale come l’acqua diventa cruciale allocare investimenti, sarebbe necessario un “Piano Marshall dell’acqua” per incrementare la qualità della risorsa idrica, ridurre il rischio idrogeologico, “risparmiare, far lavorare le imprese”. A margine di ciò, “dai nostri calcoli — ha evidenziato Luca Dal Fabbro — prevediamo che per mettere in sicurezza il sistema idrico italiano e rendere l’Italia un Paese autosufficiente, abbiamo bisogno di circa 6 miliardi all’anno”.

Per quanto riguarda l’idroelettrico, esso rappresenta una fonte rinnovabile molto importante per il Paese, una risorsa strategica che va sostenuta, e “le realtà che possono gestirlo al meglio sono quelle che lo fanno da decenni, con competenza e responsabilità: le multiutility”. Sull’argomento, il manager ha citato il nuovo accordo raggiunto tra la Francia e la Commissione Europea come un esempio che potrebbe tornare utile anche per l’Italia. L’accordo stipulato consente di salvaguardare i produttori, la sicurezza e in consumatori, poiché “la difesa degli interessi nazionali deve prevalere su una liberalizzazione estrema senza controllo”.

Il modello francese può essere di ispirazione anche per il nostro Paese, poiché “è fondamentale — ha ribadito Luca Dal Fabbro — che in Italia si arrivi, in accordo con il Governo e con le associazioni di settore come Utilitalia, a una soluzione sulle concessioni idroelettriche che permetta la continuità gestionale. Una continuità che ha dimostrato di essere efficiente, sicura e sostenibile nel tempo”.

La gestione delle risorse energetiche diventa importante, dal momento in cui l’Italia importa buona parte della propria energia dall’estero e le infrastrutture “devono essere capaci di portare in tempo di pace e in tempo di guerra l’energia che ci serve”.

 

Per maggiori informazioni:

https://lagazzettatorinese.it/dal-fabbro-utilitalia-piano-marshall-per-rendere-competitiva-industria/

https://www.industriaitaliana.it/idroelettrico-dal-fabbro-iren-utilitalia/

 

“Proteggere il futuro”: il libro di Luca Dal Fabbro sulle tre transizioni globali

Le grandi transizioni globali – energetica, digitale e geopolitica – affrontate con pragmatismo, visione e responsabilità grazie a un modello decisionale che mette al centro le tre priorità fondamentali: competitività economica, sicurezza energetica e resilienza ambientale. Nel libro “Proteggere il futuro”, edito da Rubbettino, Luca Dal Fabbro invita a superare le separazioni settoriali tra economia, politica e ambiente, con una visione integrata che riesce a trasformare le crisi in un’opportunità di cambiamento positivo.

Rivolgendosi a istituzioni, aziende e cittadini, il Presidente di Iren realizza un’analisi incrociata su economia, politica internazionale e sfide ambientali, evidenziando la necessità di superare la storica separazione tra settori per costruire nuovi modelli decisionali con i quali poter convertire l’incertezza in un vantaggio strategico, ricorrendo a strumenti analitici e istituzionali all’altezza delle sfide attuali.

“Per proteggere il futuro si devono considerare i fenomeni che avvengono intorno a noi, ossia le transizioni globali: quella energetica, quella relativa al digitale e la deglobalizzazione. Questi tre fenomeni costituiscono l’ecosistema in cui dobbiamo sopravvivere. Proteggere il futuro significa dunque fissare le priorità e i pilastri su cui fondarlo: l’industria è uno di questi, assieme all’ambiente e alla competitività del sistema economico. Avere una sicurezza economica ed energetica vuol dire avere anche una tenuta sociale”, ha affermato Luca Dal Fabbro durante l’evento di presentazione del libro, a Roma.

Tra i pilastri del pensiero di Luca Dal Fabbro c’è la resilienza ambientale, intesa non come un obiettivo retorico, bensì come una condizione necessaria per garantire continuità alle società umane. Altrettanto fondamentale è il ruolo della politica industriale nella costruzione di un’autonomia strategica. Lo sviluppo industriale viene visto come una risorsa chiave sia per la crescita economica che per costruire un sistema-paese più stabile e innovativo.

“Proteggere il futuro” si presenta dunque come una bussola per orientarsi in un mondo che si evolve in continuazione. Un manuale che offre ai lettori degli strumenti interpretativi efficaci, in grado di indirizzare le decisioni strategiche in un contesto globale altamente instabile in cui la posta in gioco è altissima: assicurare che la transizione ecologica ed energetica sia anche una transizione sociale e democratica.

Costi energetici, Luca Dal Fabbro: il governo e le autorità stanno lavorando bene

Luca Dal Fabbro ha espresso un giudizio positivo sulle misure adottate dal governo e dall’Arera per contenere i costi energetici: “Credo che sia il governo sia l’Autorità stiano lavorando bene”, ha dichiarato a margine del Simposio Internazionale EU-Italy Energy Days, tenutosi a Torino. Tra le soluzioni efficaci per la riduzione del costo dell’energia, ha citato Gas ed Energy Release, ritenendoli strumenti chiave per garantire prezzi più accessibili a famiglie e imprese, e per promuovere al contempo la transizione verso un sistema energetico più sostenibile. Il Presidente ha poi ribadito l’importanza di incrementare le fonti rinnovabili per un ulteriore contenimento dei costi: “Le nostre offerte sul mercato libero per il privato vanno in questa direzione”.

Sul tema della volatilità dei prezzi dell’energia, Luca Dal Fabbro ha confermato la necessità di contrastare le speculazioni finanziarie, in particolare nei mercati nord-europei come la Borsa di Amsterdam. “Dobbiamo cercare di avere delle regole che permettano di non avere balzi per questioni speculative”, ha dichiarato. “Il sistema italiano è abbastanza resiliente, non dipende solo dai prezzi della borsa di Amsterdam, ma anche dai contratti di lungo periodo di importazione, soprattutto del gas – ha rassicurato – Non ci aspettiamo un aumento a breve”.

Riflettendo poi sulle politiche economiche internazionali, il Presidente di Iren ha commentato gli annunci di Donald Trump, suggerendo cautela prima di trarre conclusioni sugli effetti di eventuali dazi: “Credo che dovremo attendere qualche settimana o mese per comprendere. Ci sono tanti punti ancora aperti, tanti interrogativi”.

Luca Dal Fabbro ha infine risposto alle domande su un possibile interesse del Gruppo Iren a possibili acquisizioni future, ribadendo l’interesse della società nell’analizzare eventuali opportunità di mercato, come il caso Egea e, potenzialmente, gli asset di Engie. “Noi guardiamo tutti i dossier, quindi mai dire mai – ha concluso – Le opportunità bisogna valutarle”.

Luca Dal Fabbro: Italia, ponte energetico per l’Europa

Il ruolo dell’Italia nel panorama energetico europeo non è mai stato così cruciale. In una recente intervista a La Stampa e al Secolo XIX, Luca Dal Fabbro, Presidente di Iren, ha affrontato i temi legati alla sicurezza energetica, al contrasto alla speculazione sui prezzi e alla necessità di un’autonomia energetica europea.

Secondo Luca Dal Fabbro, l’Italia ha saputo adattarsi rapidamente al contesto internazionale, caratterizzato dalla riduzione delle forniture di gas russo attraverso l’Ucraina. “Oggi il sistema europeo, e quindi quello italiano, è molto più resilienterispetto allo scoppio della guerra in Ucraina”, ha dichiarato. Quattro i fattori chiave che contribuiscono a questa resilienza. La riduzione della domanda:un processo di de-industrializzazione sta abbassando il consumo complessivo di gas. Elevati livelli di stoccaggio: attualmente, le riserve italiane sono al 75-80%. Clima favorevole: le temperature miti dell’inverno riducono il fabbisogno energetico. Diversificazione delle fonti: l’incremento delle importazioni di gas naturale liquefatto (GNL) da Paesi come Algeria, Egitto, Qatar, Stati Uniti e Azerbaigian ha rafforzato l’approvvigionamento.

Il Presidente di Iren ha confermato l’importanza del sistema infrastrutturale italiano, con gasdotti come il Transmed, il GreenStream e il Tap, e terminali di rigassificazione che rendono il Paese un punto di riferimento per l’intero continente. “In Europa rappresentiamo uno dei pilastri cruciali. C’è il nucleare della Francia, c’è il gas che importiamo noi e ci sono i rigassificatori tedeschi e polacchi. A oggi si può affermare che l’Italia è un Paese essenziale”, ha fatto sapere.

Nonostante il gas resti indispensabile nel breve termine, il Presidente di Iren ha ribadito l’urgenza di accelerare sulla transizione energetica. “Occorre aumentare gli investimenti nelle rinnovabili, nell’efficienza energetica e nella termovalorizzazione dei rifiuti”, ha affermato mettendo anche in luce la necessità di ridurre la dipendenza tecnologica dall’estero, puntando sulla reindustrializzazione europea e sull’economia circolare.

Pur riconoscendo il potenziale del nucleare, Luca Dal Fabbro ha invitato alla prudenza: “Servono una legge, una società di controllo e un’infrastruttura tecnocratica adeguata”. Nel frattempo, ha esortato a concentrarsi sulle tecnologie già disponibili per affrontare le sfide energetiche e climatiche.

RCS Academy, Luca Dal Fabbro: “Il manager di oggi deve essere olistico e interprete del cambiamento”

In un’epoca caratterizzata da cambiamenti rapidi e improvvisi, il mondo del lavoro richiede competenze sempre più innovative e adattabili. Il Presidente di Iren offre una prospettiva illuminante su ciò che serve oggi a un manager per affrontare al meglio le sfide del mercato contemporaneo.

Una delle competenze fondamentali per i manager moderni è, secondo Luca Dal Fabbro, la flessibilità. “Il mondo varia in maniera molto veloce – afferma – Ci sono molti fenomeni nuovi e cigni neri, eventi non prevedibili, e dinamiche di mercato che stanno cambiando. Fenomeni che sono accelerati dall’intelligenza artificiale e dalla globalizzazione o de-globalizzazione”. In questa fase, caratterizzata da un maggiore conflitto fra sistemi, economie e tecnologie, serve dunque un manager olistico e in grado di interpretare i cambiamenti. Una figura “che possa coniugare gli aspetti tecnologici, quelli di project management e di buona execution e che abbia una visione chiara del futuro, tenendo conto di queste dinamiche dirompenti che potranno rappresentare delle grandi opportunità ma anche dei grandi rischi”.

Dalla cybersecurity all’intelligenza artificiale, dalle biotecnologie alle tecnologie in generale, un manager deve dunque saper interpretare i driver che stanno guidando il nuovo mercato del lavoro. Ma non solo. Deve essere preparato anche sulle sfide legate alla persona. “Le risorse umane – osserva Luca Dal Fabbro – oggi stanno cambiando in termini di approccio, richieste, esigenze. I giovani pensano al lavoro in modo diverso rispetto alle altre generazioni. Un manager deve capire come motivare le giovani risorse, formarle e renderle capaci di competere e comprendere le dinamiche che avvengono intorno a lui”.