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Luca Dal Fabbro prende parte al Forum di Alba

“La grande trasformazione del lavoro” giunge alla sua terza edizione. L’evento, che si svolge presso il Castello Grinzane a Cavour, ha visto dialogare il vicedirettore Vicario del Sole 24 Ore Alberto Orioli con, tra gli altri, Luca Dal Fabbro. Il tema dell’incontro: “Attrarre e formare il capitale umano che manca”.

Luca Dal Fabbro al convegno Utilitalia

Nel suo intervento al convegno “Le prospettive dei mercati energetici tra sicurezza, sostenibilità e competitività” presso Palazzo Merulana, Luca Dal Fabbro ha parlato del settore energetico e delle prospettive future, concentrandosi sull’importanza delle utilities per la transizione energetica.

Luca Dal Fabbro partecipa alla premiazione dell’ESG Challenge 2024

Il progetto si pone come obiettivo primario quello di arricchire la conoscenza e la discussione sui temi ESG e della sostenibilità”. Luca Dal Fabbro apre l’evento di Gruppo Iren che premia le 10 migliori tesi universitarie che trattano il tema della sostenibilità e delle sfide ESG. Un evento a cui hanno partecipato anche importanti esperti del panorama italiano e internazionale.

Luca Dal Fabbro a “Quasar”: le risorse idriche in Italia

Iren è tra i principali attori nel campo del ciclo idrico integrato, un settore sempre più da attenzionare, e coinvolto direttamente dai cambiamenti climatici in corso. Luca Dal Fabbro, Presidente di Iren, ne ha parlato durante una nuova puntata di “Quasar”, il programma Rai condotto da Valerio Rossi Albertini.

L’acqua nel mondo rimane la stessa, ma viene distribuita in maniera diversa”, ha spiegato Dal Fabbro. “Noi, ad esempio, stiamo perdendo l’acqua dei ghiacciai a causa del riscaldamento globale. La Pianura Padana sarà soggetta a uno stress idrico maggiore nei prossimi anni, e dovremo dunque trattare la risorsa in modo differente.”

Come sottolineato dal Presidente, Iren investirà oltre 2 miliardi al 2030, anche per dimezzare la dispersione di acqua negli acquedotti, con l’obiettivo di ridurla al di sotto del 20%.

Sul piano del recupero di acqua dai processi di depurazione, invece è bene nominare l’esempio virtuoso dell’impianto Iren a Reggio Emilia, che raccoglie le acque utilizzate dall’industria per rimetterle a disposizione dell’agricoltura.

Occorre pensare all’acqua in maniera circolare”, ha spiegato Luca Dal Fabbro. In questo senso, intercettare l’acqua piovana è importante: “Di 100 gocce che cadono sul territorio ne raccogliamo meno del 5-6%. Grandi industrie, ville ed edifici pubblici possono fare la loro parte”.

Come sottolineato da Dal Fabbro a “Quasar”, “dobbiamo aiutare le industrie a installare processi moderni che permettano di riutilizzare l’acqua in un ciclo continuo e virtuoso”.

Per quanto riguarda invece l’altro comparto critico, l’agricoltura, si tratta di “una sfida complessa, che però può essere vinta grazie alle tecnologie innovative di irrigazione”. Luca Dal Fabbro ha parlato infatti dell’agricoltura di precisione e dell’utilizzo di droni che consentono di irrorare esattamente dove serve.

Sono necessari investimenti importanti in opere di cui il Paese e l’Europa hanno bisogno”.

Luca Dal Fabbro riceve il Premio Manager Utilities “Andrea Gilardoni”: è Manager dell’anno 2023

Luca Dal Fabbro, in qualità di Presidente di Iren, è stato nominato Manager dell’anno 2023 nella categoria “Servizi Pubblici Locali”: il Premio Manager Utilities – Andrea Gilardoni, giunto alla sua diciassettesima edizione, è stato votato dai prestigiosi comitati della Rivista Management delle Utilities e delle Infrastrutture AGICI.

Il premio è stato assegnato a Luca Dal Fabbro in virtù della “visione strategica fortemente innovativa e ai risultati industriali raggiunti da Iren nei servizi ambientali e nella circular economy”.

Il Presidente si è mostrato entusiasta al termine del Workshop di AGICI-AccentureLe utilities nell’era della Generative AI: ottimizzazione, competitività e gestione degli asset”, che si è concluso proprio con le premiazioni.

Grazie a chi ha deciso di assegnarmi questo premio che io dedico ai nostri 14 mila lavoratori e lavoratrici, che in questo momento stanno operando con senso di responsabilità e trasparenza”, ha commentato il Presidente Luca Dal Fabbro. “Ci tengo a ricordare che le multiutility hanno un ruolo essenziale in questo Paese. Abbiamo inaugurato il più grande impianto di riciclo della plastica nel Nord Italia, e molti investimenti sul territorio sono rivolti alla sostenibilità”, ha spiegato, sottolineando l’importanza di mantenere sempre l’attenzione fissa sulle tematiche ambientali e legate alle specifiche esigenze di ogni territorio.

Luca Dal Fabbro a “Quasar”: multiutility e industria circolare

L’economia circolare è il pilastro della nuova industria. L’Italia deve rigenerarsi con modelli industriali circolari, per questo stiamo investendo molto su vari fronti: dal legno ai materassi fino ai metalli preziosi, considerando anche il biogas e la plastica”.

Luca Dal Fabbro torna ospite a “Quasar”, il programma Rai condotto dal prof. Valerio Rossi Albertini. Parlando di progetti concreti, il presidente Iren ha illustrato le attività più innovative legate ai nuovi impianti per il recupero di vari materiali. A Vercelli, ad esempio, esiste un impianto dedicato al legno, che dà vita a nuovi bancali che possono essere riutilizzati infinite volte a ciclo continuo. A Torino invece, un impianto si concentra sul recupero dei materassi, difficili da smaltire: “Abbiamo investito in due giovani startupper brillanti, che hanno inventato un processo nuovo per il recupero dei materassi”, ha spiegato Luca Dal Fabbro. “Altro esempio sorge invece a Borgaro, vicino a Torino: qui è attivo l’impianto di recupero plastiche tra i più avanzati in Europa, in grado di identificare i vari tipi di plastiche utilizzando l’intelligenza artificiale e il machine learning”.

Il presidente di Iren ha illustrato il “modello inclusivo” del Gruppo, che, grazie a un ecosistema di partner, è in grado di  creare, sviluppare e gestire progetti innovativi. Così la plastica più difficile da trattare si trasforma in acciaio green, i televisori ormai in disuso vengono scomposti per recuperare i materiali rari che contengono e, al contempo, si studia un nuovo processo per il recupero del litio, un materiale strategico per l’industria italiana. “Si tratta di un progetto basato sul recupero del litio dalle salamoie vulcaniche, portato avanti insieme a un partner australiano”, ha spiegato Luca Dal Fabbro a “Quasar”. “Questo Paese ha bisogno anche di progetti avveniristici per rigenerare la propria industria”.

Le aziende multiutility come Iren sono al centro del grande quadro dell’economia circolare: “Siamo di fronte a un momento di rivoluzione: da un’industria usa-consuma-getta degli anni Sessanta, stiamo necessariamente passando a un’industria dove bisogna rigenerare”, ha commentato il presidente Iren. “La multiutility è il fattore pivotale di questa nuova economia di rigenerazione”.

Luca Dal Fabbro: l’acqua, un’opportunità per il futuro  

L’acqua è una grande opportunità per il Paese. È un’opportunità non divisiva, serve a tutti”: così Luca Dal Fabbro si è espresso sulla tematica centrale della gestione risorse idriche. Migliorare le cose significa investire. “Sarà costoso farlo? Forse sì, ma è un grandissimo investimento per il futuro, per i nostri figli e inostri nipoti. Ci vorrà un PNRR o un piano Marshall sull’acqua, credo che su questo il Governo debba lavorare”.

Il Presidente di Iren è intervenuto a margine della presentazione del Blue Book 2024, promosso da Utilitalia e realizzato dalla Fondazione Utilitatis. È stato presentato inoltre il Libro Bianco 2024 “Valore Acqua per l’Italia”, di The European House – Ambrosetti.

Per rendere più efficiente la pipeline è necessario agire sulle perdite: “I tubi italiani perdono il 60% dell’acqua che depuriamo”, ha spiegato Luca Dal Fabbro. Innanzitutto è doveroso agire su questi sprechi, riducendoli. Iren, nel suo piano strategico, sta investendo quasi 3 miliardi di euro per affrontare la gestione delle risorse idriche.

Noi disperdiamo il 90% delle gocce d’acqua che interessano il territorio, occorre quindi un grosso progetto di invasi nazionale, che noi come Iren sosteniamo con decisione”. C’è poi la questione delle acque reflue, da non sottovalutare: è importante non gettare via questa risorsa proveniente dalle attività agricole o industriali. “In altri paesi le raccolgono, noi le buttiamo in mare”. Se non le disperdessimo ma puntassimo invece alla loro raccolta e depurazione, otterremmo un grande risultato per la lotta agli sprechi.

Luca Dal Fabbro a Milano Finanza: il futuro di Iren  

4,7 miliardi di euro sono numeri importanti a livello internazionale”: così Luca Dal Fabbro, presidente di Iren, commenta a Milano Finanza i risultati dell’obbligazione lanciata dalla multiutility che ha registrato richieste quasi 10 volte superiori all’importo offerto. I fattori premianti sono diversi: “una migliore visibilità di Iren a livello internazionale, la liquidità disponibile ora sui mercati e la decisione di partire a gennaio. Infine, aver spiegato che tramite la raccolta dei bond avremmo fatto investimenti green, sostenibili e quindi Esg compliant”.

Durante l’intervista a Milano Finanza, Luca Dal Fabbro ha parlato dei progetti per il settore idrico: l’obiettivo primario è la riduzione delle perdite, passando dal 30% al 20% entro il 2030. “Fondamentale è poi sviluppare il recupero delle acque reflue”, ha spiegato il presidente di Iren. “L’Italia spreca molta acqua, ora è necessario recuperarla per rimetterla in circolo nell’agricoltura”.

Per quanto riguarda l’economia circolare e il recupero dei materiali rari, Iren punta a diventare leader europeo in questo settore. “Oggi il 90% dei Raee italiani viene mandato all’estero per essere lavorato, a discapito della nostra economia”. L’impianto di Arezzo diventa quindi strategico per il Paese, non solo dal punto di vista economico. “Le crisi geopolitiche in corso generano criticità logistiche di approvvigionamento di questi materiali”, afferma Luca Dal Fabbro. “Avere una maggiore indipendenza, su questo fronte, ci permette di essere più resilienti”.

Per quanto riguarda invece i prezzi energetici, il presidente prevede che questi si manterranno costanti nei prossimi anni, salvo crisi non prevedibili. È necessario però aumentare il numero di rigassificatori.

Infine, per quanto riguarda l’asta per il mercato tutelato appena conclusa, Luca Dal Fabbro ha dichiarato: “Abbiamo acquisito 260 mila clienti, siamo soddisfatti. Siamo cresciuti in aree che ci interessano molto come Salerno e quella pugliese”.

Iren continua a puntare su innovazione e rinnovabili, su acqua ed economia circolare, mantenendo un occhio vigile sul futuro.

Luca Dal Fabbro, opportunità e sfide del mercato libero dell’energia

L’Italia si prepara a una trasformazione nel settore dell’energia con l’abolizione del mercato tutelato, aprendo le porte a nuove opportunità e sfide. Luca Dal Fabbro, Presidente di Iren, ha condiviso la sua prospettiva in occasione dell’ultimo appuntamento del tour “L’alfabeto del futuro” organizzato a Torino da “La Stampa” e dagli altri quotidiani della rete Gnn.  

Il Presidente di Iren vede il passaggio al mercato libero come un’opportunità per le famiglie italiane, permettendo loro di scegliere le migliori offerte tra le bollette. Nonostante le preoccupazioni, secondo Luca Dal Fabbro “scegliendo bene i piani tariffari si possono fare scelte convenienti”. Tuttavia, esiste il rischio di imbattersi in compagnie poco corrette, e su questo punto il Presidente di Iren è intransigente: “È responsabilità degli operatori dire le cose nel modo giusto, e sarà importante sanzionare chi invece se ne approfitta, per proteggere le famiglie”.

Per quanto riguarda invece la guerra dichiarata da alcuni ambientalisti contro i combustibili fossili, Luca Dal Fabbro è stato chiaro: “Promuovere le rinnovabili è giustissimo, infatti Iren è leader in Italia nel loro sviluppo. Il 40% dell’energia consumata nel Paese è rinnovabile, e nel 2022 l’80% dei nuovi impianti energetici costruiti hanno riguardato le energie verdi. Ma del metano ancora non si può fare a meno”. L’impegno verso le rinnovabili potrebbe essere maggiore e, come confermato dal Presidente, il lungo processo di approvazione per la costruzione di impianti solari o eolici andrebbe semplificato e accelerato. È quindi emersa anche la questione dell’efficienza industriale con un appello per un impegno comune nella produzione di batterie e pannelli fotovoltaici in Italia ed Europa.

La dipendenza dall’Algeria per il 40% del gas solleva domande sulla sicurezza energetica. Luca Dal Fabbro rassicura sull’importanza del rigassificatore mediterraneo di 12 miliardi di metri cubi all’anno come alternativa ai metanodotti vulnerabili provenienti da diversi Paesi.

Luca Dal Fabbro a “Quasar”: l’economia circolare parte da noi

Le materie prime critiche hanno un’importanza economica strategica. Si tratta di risorse preziose, di difficile reperibilità, che spesso siamo costretti a importare. Sono state individuate 34 materie prime critiche per l’industria continentale. “Sono la base di apparecchiature e strumenti fondamentali per la vita quotidiana, per la sicurezza e per l’approvvigionamento energetico”, ha spiegato Luca Dal Fabbro. Il presidente Iren ospite a “Quasar”, il programma Rai condotto dal prof. Valerio Rossi Albertini, ha elencato alcuni di questi materiali e la loro valenza. Il litio, ad esempio, è fondamentale per le batterie, il rame lo è per la realizzazione dei droni. Il palladio, l’oro e il cadmio invece si trovano spesso nelle apparecchiature elettromedicali.

In questo ambito, l’economia circolare è fondamentale”, afferma Luca Dal Fabbro. “Con una decina di impianti per il recupero delle materie prime critiche, in particolare dai RAEE, potremmo recuperare fino al 30% di questi materiali importanti per l’industria italiana. Salvaguardiamo così anche l’ambiente, riducendo l’impatto derivante dalle estrazioni e dal trasporto dei materiali”. Rendendo l’Italia più indipendente dal punto di vista degli approvvigionamenti, otteniamo un’industria più resiliente e competitiva, oltre a far risparmiare il Paese e le famiglie.

Parlando nello specifico dei Raee, il presidente Iren ha spiegato che si tratta di rifiuti provenienti da apparecchiature elettriche ed elettroniche come cellulari, televisori e batterie. “È importante reimpostare la nostra industria pensando al recupero e al riutilizzo”, afferma Luca Dal Fabbro. “I primi attori di questo processo siamo noi: dobbiamo pensare che un cellulare è una miniera preziosa, dunque è importante recuperarne le componenti”. Piccoli gesti consapevoli possono aiutare l’economia circolare. Ad esempio, è possibile riconsegnare i dispositivi inutilizzati presso i raccoglitori, così che i materiali preziosi non vadano persi. “Dai cittadini alle grandi imprese fino alle pubbliche amministrazioni ci deve essere cooperazione e una linea comune”, afferma Dal Fabbro. “Le multiutility in questo processo hanno un ruolo fondamentale, avendo un ciclo integrato che va dal recupero dei rifiuti fino al loro trattamento e lavorazione. Il cittadino, dal canto suo, è un anello importantissimo della catena”.

Luca Dal Fabbro al Salone SRI 2023: la prospettiva di Iren in ambito ESG

Gli stoccaggi di gas in Italia sono pieni. La temperatura non è così bassa quindi i consumi non sono altissimi. Non si prevedono shock energetici, ma serve comunque molta prudenza date le guerre vicine a noi”: Luca Dal Fabbro si è espresso così ai microfoni de Il Giornale d’Italia. Il presidente Iren, intervenuto durante il Salone SRI 2023, ha parlato degli approvvigionamenti di gas e non solo.

Luca Dal Fabbro ha sottolineato la resilienza del nostro sistema di approvvigionamento, più preparato rispetto alla crisi si due anni fa. I prezzi del gas, tuttavia, anche se si sono assestati continuano a essere il doppio dei costi pre-guerra in Ucraina: “Se investiamo più nelle rinnovabili, importiamo gas liquefatto in condizioni migliori e perseguiamo i piani strategici di sviluppo delle rinnovabili in tutta Italia, si potrà determinare una riduzione della bolletta prospetticamente”.

Per quanto riguarda l’ambito ESG, Iren investe centinaia di milioni l’anno: “bisogna continuare così, non solo noi ovviamente ma tutto il sistema economico italiano.” Una questione da attenzionare è quella dei fattori ESG, come misurarli e monitorarli : “è molto importante poterli misurare, perché per raggiungere qualsiasi tipo di obiettivo la prima cosa è capire la numerica, come monitorare i risultati, come misurarli e come certificarli”.

Iren ha le idee chiare in fatto di ESG, il piano industriale presenta obiettivi concreti orientati alla transizione ecologica: “l’Italia”, ha commentato Dal Fabbro, “può diventare sempre più rinnovabile, ma si tratta di una maratona, una lunga corsa verso quella direzione”.

Luca Dal Fabbro a “Quasar”: l’acqua, l’oro blu da preservare

Nei prossimi anni siamo destinati ad avere un ambiente più caldo. Un problema di siccità prospettica maggiore, a cui si aggiunge il cuneo salino, cioè l’acqua di mare che entra nelle falde e nei fiumi inquinando i territori. L’Italia è la seconda potenza agroalimentare d’Europa, abbiamo quindi bisogno di molta acqua, siamo dei grandi consumatori”.

Luca Dal Fabbro è tornato ospite a “Quasar”, il programma Rai condotto dal prof. Valerio Rossi Albertini.

Gli interventi da mettere in atto per far fronte alla siccità, soprattutto in Pianura Padana, sono diversi: “Come Iren trattiamo tutto il ciclo idrico integrato e vediamo una diminuzione delle risorse nel territorio. Dobbiamo pensare a salvaguardarle e non disperderle. Il 90% di tutte le risorse idriche arriva dallo scioglimento dei ghiacci e dalle piogge, noi raccogliamo solo il 10% dell’acqua piovana. Perdiamo più del 40% dell’acqua trasportandola tramite condutture”.

Per affrontare queste criticità, Iren investe nell’ammodernamento dell’infrastruttura, ma non solo. Nel Piano Industriale al 2030 sono previsti 2 miliardi di euro spesi per questo settore, soprattutto per il trattamento e la riduzione delle perdite.

Come sottolineato da Luca Dal Fabbro a “Quasar”, l’acqua è anche una fonte stoccabile, utile a produrre energia rinnovabile.

Le direttive da seguire sono tre: la raccolta dell’acqua, la non dispersione delle acque depurate nelle tubazioni e il risparmio delle risorse idriche attraverso le buone pratiche di utilizzo.

Serve un nuovo PNRR dedicato all’acqua per evitare il problema della siccità”, ha dichiarato Luca Dal Fabbro. “Dobbiamo pensare che la gestione delle acque sia un aspetto strategico per il Paese, al pari dell’energia e delle materie critiche”.

Luca Dal Fabbro a Ecomondo: Iren guarda al futuro dell’economia circolare

Luca Dal Fabbro ha preso parte alla 26esima edizione di Ecomondo a Rimini. Per l’occasione, il Presidente di Iren è stato intervistato da Il Giornale d’Italia e ha così commentato la manifestazione: “Ecomondo è una realtà che cresce sempre di più. Quest’anno è ancora più grande, si parla di economia circolare, di ambiente e quindi non potevamo mancare: siamo tra le aziende italiane leader nell’economia circolare”.

Lo stand Iren ha presentato tutti i prodotti e servizi, dando spazio anche alle aree di business: una tre giorni ricca di incontri con cittadini, clienti, operatori e partner. Al centro della discussione l’economia circolare: “Nell’ultimo anno abbiamo installato diversi impianti; abbiamo inaugurato Vercelli per il recupero dei pallet, abbiamo acquistato una partecipazione importante in un impianto che recupera materassi”, ha dichiarato Luca Dal Fabbro. Quest’ultima startup in particolare, nata dall’iniziativa di due giovani piemontesi, permette a Iren di dare una spinta all’imprenditoria giovanile. Il Presidente ha poi menzionato l’impianto di biogas inaugurato a Gavassa, vicino a Reggio Emilia.

Abbiamo investito nel futuro dell’economia circolare, abbiamo un programma ulteriore di sviluppo in questi anni”, ha spiegato Luca Dal Fabbro. “Abbiamo inoltre appena ottenuto l’autorizzazione per un impianto che recupererà dalle schede elettroniche i materiali rari ad Arezzo”.

Il recupero dei materiali è importante per l’industria italiana. Le tensioni geopolitiche possono portare alla riduzione degli approvvigionamenti, per questo è bene non sprecare risorse preziose. Per non fermare le imprese, i rifiuti sono un tesoro a cielo aperto: vanno trasformati e valorizzati. Basti pensare, ad esempio, ai cellulari e ai computer, ricchi di palladio, rame, zinco e litio.

Luca Dal Fabbro a “Quasar”: le comunità energetiche, vantaggi economici e ambientali  

Una comunità energetica è la combinazione di consumatori che si mettono insieme (famiglie, imprese, pubblica amministrazione) e decidono di installare un impianto per la produzione di energia: l’impianto può essere fotovoltaico, eolico, di varia natura”.

Luca Dal Fabbro, presidente del Gruppo Iren, ha partecipato al programma Rai “Quasar” condotto dal prof. Valerio Rossi Albertini. Durante il suo intervento si è parlato delle comunità energetiche a 360 gradi, delle loro potenzialità e di come nascono.

Con lo sviluppo nella società odierna di una nuova sensibilità verso l’ambiente e verso la lotta agli sprechi, le comunità energetiche rappresentano una soluzione sicuramente percorribile, in grado di portare benefici economici e sostenibili ai territori: utilizzando il fotovoltaico, ad esempio, si produce energia verde, rinnovabile. Le comunità energetiche inoltre seguono un modello resiliente, che permette di avere punti di consumo vicini ai punti di produzione, così da ridurre gli investimenti sulla rete di trasmissione e gli sprechi. Quando si trasferisce energia infatti, una parte di essa si perde, ma in questo caso il fenomeno è nettamente contenuto: l’energia prodotta è a km zero.

Si può creare una collettività di autoconsumo in un condominio, ad esempio: nello stesso edificio si viene a generare un’unione di consumatori, che installano un pannello o più pannelli fotovoltaici sul tetto”, ha spiegato Luca Dal Fabbro a “Quasar”.

Abbiamo vissuto, con l’esplosione della guerra russo-ucraina, un aumento sconsiderato del prezzo dell’energia elettrica e del gas. Questo ha avuto un impatto molto negativo sul bilancio famigliare. La diffusione delle attività di autoconsumo, o comunità energetiche, è una soluzione veloce per creare una maggior autosufficienza nella produzione e una riduzione dei costi”. “Significa far lavorare il territorio”, ha aggiunto Luca Dal Fabbro, “far lavorare gli elettricisti, gli installatori, i fornitori locali, i manutentori. Quindi ha un beneficio enorme sul territorio”.

Gruppo Iren prevede la nascita di migliaia di comunità energetiche nei prossimi 10 anni. Torino, in questo senso, rappresenta un esempio virtuoso: esiste infatti una comunità energetica rinnovabile all’interno di un condominio grazie all’installazione sul tetto di pannelli fotovoltaici che, a breve, produrranno energia sostenibile.

Luca Dal Fabbro all’Italian Energy Summit: l’idroelettrico e il futuro dell’energia  

Il settore idroelettrico ci offre una grande opportunità: con la valorizzazione degli impianti esistenti, saremmo in grado di generare in poco tempo 12 TWh”: Luca Dal Fabbro è intervenuto durante la 23esima edizione dell’Italian Energy Summit, una due giorni dedicata al mondo dell’energia e al suo ruolo nel processo di rilancio dell’economia del Paese.

Il Presidente di Gruppo Iren si è occupato, nello specifico, delle varie tematiche inerenti all’idroelettrico, mettendone in luce le potenzialità: “Con un investimento di 15 miliardi, si avrebbe un ritorno di 25 miliardi. Sarebbero investimenti “buoni”, che risponderebbero ad una visione di medio-lungo termine oggi estremamente necessaria”.

Un altro punto cardine è rappresentato dal dialogo con le istituzioni. In questo senso, “è fondamentale tenere a mente che l’acqua è un bene nazionale, di importanza strategica, soprattutto per il fatto che può essere stoccata”. Non può quindi essere lasciata in mano a fondi con una gestione finanziaria. Secondo Luca Dal Fabbro, “serve una visione industriale”. In questo contesto, le multiutility come Iren sono pivotali e devono essere supportate. Come spiegato dal Presidente di Gruppo Iren, è questa la strada per risolvere i problemi del settore idrico, per quanto riguarda la qualità e la quantità dell’acqua.

Iren è impegnata con oltre 300 milioni nel miglioramento delle reti idriche, sia nei territori di riferimento sia al sud, dove ha recentemente acquisito AcquaEnna e dove è pronta a cogliere altre opportunità”.

Luca Dal Fabbro all’Italian Energy Summit

Luca Dal Fabbro è intervenuto durante la 23esima edizione dell’Italian Energy Summit organizzata da Il Sole 24 Ore. Il Presidente Iren ha parlato del settore idroelettrico e delle sue potenzialità : “con la valorizzazione degli impianti esistenti, saremmo in grado di generare in poco tempo 12 TWh. Con un investimento medio di 15 miliardi, si avrebbe un ritorno di 25 miliardi”.

 

Luca Dal Fabbro: l’energia rinnovabile tra ecologia ed esigenze strategiche

Le rinnovabili non sono utili solo all’ambiente, ma anche a garantire alle nostre industrie energia a buon prezzo e – soprattutto – rendere l’Italia più resiliente di fronte a guerre, ricatti energetici e disastri naturali. Questa è la tesi sostenuta da Luca Dal Fabbro ed esposta al Forum Ambrosetti in un appuntamento tutto dedicato a investigare le relazioni tra geopolitica e settore energetico.

Secondo il Presidente di Iren, Enel e Snam hanno avuto un ruolo importante nel garantire l’approvvigionamento di gas in seguito alla crisi energetica scoppiata con la guerra in Ucraina, così come nell’abbassarne il prezzo a livello sostenibili. Tuttavia non ci si può fermare qui: è necessario approfittare della “calma piatta” per edificare un nuovo sistema energetico, più resiliente, e persino “immune alla guerre”. Luca Dal Fabbro elenca tre principi su cui deve essere basato: “la sicurezza dell’approvvigionamento, la competitività delle fonti e la sostenibilità”.

Considerazioni ancora più vitali per l’Italia, che è “il secondo paese più industrializzato d’Europa” e ha dunque un fabbisogno di energia più alto e urgente. Garantire energia a buon prezzo ai nostri imprenditori, secondo Luca Dal Fabbro, è innanzitutto una necessità strategica per le nostre economie: “Avere fonti non sostenibili significa avere fonti più costose, perché aumenteranno le tasse sulle emissioni di CO2, non diminuiranno.

Ma quali sono, di fatto, le soluzioni? Innanzitutto sul biogas, di cui l’Italia potrebbe generare “oltre 10 miliardi di metri cubi l’anno”, con un costo contenuto. Iren sta già lavorando in questo senso, attraverso il grande biodigestore di Reggio Emilia.

In secondo luogo, bisogna dare una “accelerazione” al processo di transizione ecologica, che passa specialmente attraverso lo snellimento della legislazione e della burocrazia. “Non è possibile che installiamo un impianto fotovoltaico in 5 anni, quando in Francia si fa in un anno e mezzo, in Germania in un anno. Non è possibile che di fronte a una crisi energetica come quella dell’anno scorso, noi impieghiamo 3 anni a fare un rigassificatore”, afferma Luca Dal Fabbro. “Dobbiamo pensare, per certe emergenze del paese, a condividere quali sono le priorità, ma anche a condividere quali sono le regole emergenziali, perché non siamo usciti da una fase emergenziale.

Importante anche pensare al tema dell’acqua: sia alla minaccia della siccità, che ha cominciato a serpeggiare proprio questa estate, che a quella dell’eccesso di acqua, che ha danneggiato l’Emilia Romagna. Iren sta programmando programmi per il recupero di acque reflue, che diminuiranno gli sprechi e aumenteranno l’efficienza. Oltre al programma idroelettrico sui cui Iren è già al lavoro da molti anni.

Luca Dal Fabbro presenta lo studio Iren-Ambrosetti sulle materie critiche  

Lo studio Iren-Ambrosetti dimostra che siamo un Paese di importatori di materie critiche importanti come platino, oro, rame. Tutte materie che oggi noi otteniamo dall’estero, soprattutto dalla Cina, per più del 95%”. Per far sì che non si presenti una crisi degli approvvigionamenti (pensiamo al gas russo e a come è cambiato lo scenario delle importazioni dopo il conflitto in Ucraina), è necessario che l’Italia trovi soluzioni alternative per rendersi più indipendente.

Luca Dal Fabbro, intervistato sull’argomento, ha presentato i punti cardine dello studio Iren-Ambrosetti durante l’annuale Forum The European House tenutosi a Cernobbio, sottolineando le criticità evidenziate dallo studio e le possibili soluzioni. 

La proposta” ha dichiarato il presidente di Iren, “è verificare dove possiamo approvvigionarci in maniera alternativa. Abbiamo scoperto che, con un investimento di circa mezzo miliardo di euro per una decina di impianti in tutto il Paese, potremmo recuperare il 20-30% minimo delle materie prime critiche che servono di più all’Italia”.

Iren è in prima linea per portare a compimento questo progetto e si pone come gruppo leader nel recupero dei materiali critici. L’impegno prosegue: vi è, ad esempio, l’impianto di Arezzo che sfrutta l’idrometallurgia, nonché il vantaggio della multiutility che già di per sé si pone in modo competitivo sul campo del raccoglimento e valorizzazione dei rifiuti. “Occorre ripensare il nostro modello industriale in un’ottica più rigenerativa, di recupero” afferma Luca Dal Fabbro.

Durante l’intervista al Forum The European House – Ambrosetti, il presidente Iren ha parlato anche della produzione energetica che cresce in particolare sul fotovoltaico, un settore che riesce ad avere prezzi competitivi in questo particolare momento storico. Si lavora inoltre per rendere più efficienti i sistemi idroelettrici, nonché per rafforzare gli impianti di produzione di biogas, un’altra risorsa del futuro che va sicuramente tenuta in considerazione.

Luca Dal Fabbro commenta i risultati semestrali di Gruppo Iren

Ricavi in calo, in quanto il costo dell’energia si è abbassato, ma EBITDA in crescita: Luca Dal Fabbro, intervistato da Elisa Piazza, è intervenuto durante una puntata di Caffè Affari – Class CNBC, per commentare i risultati raggiunti da Gruppo Iren con la semestrale appena conclusa. Il presidente esecutivo ha messo in luce performance che superano le attese, risultati raggiunti grazie al lavoro del team manageriale e di tutte le persone facenti parte del Gruppo.

La riduzione dei prezzi dell’energia è una buonissima notizia per il consumatore e per l’industria in generale” ha commentato Luca Dal Fabbro. “Abbiamo aumentato il nostro EBITDA rispetto al trimestre 2022 del 7,8%, il profitto è aumentato del 4,2% e la Guidance si attesta a +10% anno su anno”. La strada imboccata è quella “dell’aumento dell’efficienza per quanto riguarda la gestione caratteristica dell’azienda, attraverso delle ottimizzazioni operazionali e di funzionamento degli impianti, in particolare nelle aree di business correlate al mercato e alle rinnovabili”. L’integrazione delle acquisizioni concluse in Toscana è un ulteriore boost per fare ancora meglio nel prossimo futuro.

Le previsioni per l’anno 2023 “sono positive e soprattutto solide: siamo riusciti ad ottenere una piattaforma operazionale resiliente e flessibile, che ci rende una delle utility più resilienti sui vari scenari” ha commentato il presidente.

Oltre all’energia elettrica e fotovoltaica, l’impegno verte anche sull’economia circolare: “questo ci permette di diversificare molto le fonti di reddito, fonti in grande crescita di domanda e anche di prezzo”. Inoltre, Gruppo Iren sta investendo sul territorio per aumentare in generale la qualità del servizio: “puntiamo ad avere delle reti sempre più solide e di maggior qualità, senza dimenticarci l’acqua. Si tratta di un grande tema da non sottovalutare, vogliamo crescere in questo settore in quanto pensiamo che diventerà trainante per il Paese. Siamo in una posizione di forza in tal senso, essendo già da una decina d’anni presenti sia nel Nord che nel Sud Italia per quanto riguarda questo tema” ha spiegato Luca Dal Fabbro. È importante trattare l’acqua ma anche non disperderla, dunque lavorare sulla riduzione delle perdite.

Luca Dal Fabbro al convegno Utilitalia sul cambiamento climatico

“Prospettive gestionali di investimento nel cambiamento climatico”: questo il titolo dell’evento organizzato da Utilitalia durante il quale è intervenuto Luca Dal Fabbro per parlare di climate change e dei suoi impatti sulle attività economiche. A margine dell’evento, l’Assemblea Generale di Utilitalia ha ratificato la nomina di Luca Dal Fabbro, già Vice Presidente, a Vice Presidente Vicario.

Luca Dal Fabbro è Vice Presidente Vicario di Utilitalia

A margine dell’evento organizzato da Utilitalia e intitolato “Prospettive gestionali di investimento nel cambiamento climatico”, Luca Dal Fabbro ha ricevuto una nuova nomina: l’Assemblea Generale di Utilitalia ha ratificato il suo incarico, che passa da Vice Presidente a Vice Presidente Vicario della Fondazione delle imprese idriche, ambientali ed energetiche.

Luca Dal Fabbro è intervenuto durante l’evento con una riflessione sul climate change e su come i cambiamenti climatici impattino sulle attività economiche. Si è parlato quindi degli investimenti necessari per far fronte alla sfida del riscaldamento globale, così come del tema assicurativo e di quali siano le possibili opzioni da poter mettere in atto per la mitigazione del rischio. “Il Mediterraneo può essere considerato come un hotspot del cambiamento climatico, ovvero una delle zone del mondo che subirà maggiormente gli effetti del riscaldamento globale, poiché più vulnerabile” ha dichiarato Il Vice Presidente Vicario. Questo comporta l’incremento in frequenza e intensità degli eventi meteo-climatici estremi, un aumento che si sta già verificando.

La siccità e la gestione della risorsa idrica sono argomenti che devono diventare sempre più centrali per chi si occupa di ESG: il settore agricolo è quello che finora è stato maggiormente colpito dal climate change, con danni pari a 6 miliardi di euro in Italia e una perdita di oltre il 10% della produzione alimentare nel 2022. Anche l’ambito energetico è stato fortemente impattato dagli effetti della siccità, basti pensare alle difficoltà causate all’idroelettrico e al termoelettrico Quest’ultimo infatti necessita della risorsa idrica per il raffreddamento degli impianti.

Le azioni di mitigazione ed adattamento al cambiamento climatico necessiteranno di ingenti investimenti pubblici e privati”, ha spiegato Luca Dal Fabbro durante il suo intervento. “I paesi dell’UE si sono impegnati a spendere il 30% del bilancio a lungo termine per il periodo 2021-2027 e del Next Generation EU per progetti legati al clima”. Serve una strategia operativa che combini misure a breve termine e interventi a lungo-termine finalizzati all’efficientamento energetico. “Utilitalia ha recentemente stimato in 6 miliardi euro l’anno la necessità di investimenti nel settore idrico per fronteggiare adeguatamente gli impatti del cambiamento climatico”. In questo contesto, il PNRR e le altre pianificazioni di settore rappresentano delle preziose opportunità.

Iren ha previsto nel suo Piano Strategico al 2030 circa 10,5 miliardi di euro di investimenti, di cui 2 miliardi dedicati al servizio idrico.