Dopo l’approvazione del bilancio 2025 di Iren, il Presidente Luca Dal Fabbro ha commentato i risultati del Gruppo, definendoli in linea con le attese comunicate al mercato. Un esercizio che, in un contesto energetico e macroeconomico ancora incerto, conferma la bontà della strategia seguita: una crescita costruita con metodo, senza forzature.
I numeri parlano chiaro: l’EBITDA si attesta a 1,353 miliardi di euro, con un aumento del 6%, mentre l’utile netto supera quota 300 milioni, in crescita del 12%. Positivo anche il quadro finanziario: il rapporto tra indebitamento netto ed EBITDA scende a 3,1 volte, nonostante il livello sostenuto degli investimenti.
Un contributo rilevante è arrivato da Egea. Secondo Luca Dal Fabbro, l’operazione ha già prodotto benefici concreti e ha ampliato la base industriale del Gruppo. Sul piano finanziario, dunque, il 2025 del Gruppo si caratterizza dal consolidamento anticipato della ex holding di Alba, accompagnato dall’emissione di un prestito obbligazionario ibrido da 500 milioni di euro. Alla base dei risultati non ci sono operazioni isolate, ma una precisa impostazione industriale: puntare sulle attività regolate e semi-regolate, che oggi generano circa il 75% dell’EBITDA. Un assetto che riduce l’esposizione alle oscillazioni dei prezzi dell’energia e garantisce maggiore continuità anche quando i mercati si fanno più difficili.
Sul fronte degli azionisti, è stato proposto un dividendo di 13,86 centesimi per azione, in aumento dell’8%, con un payout di circa il 60%, in linea con il Piano Industriale. Per il Presidente è la dimostrazione che crescita e remunerazione possono procedere insieme, senza intaccare la solidità patrimoniale.
Ampio spazio, nelle parole di Luca Dal Fabbro, anche alla sostenibilità come leva strategica: nel 2025 circa il 73% degli investimenti ha riguardato progetti sostenibili, dalle reti all’efficienza energetica, dal servizio idrico alla gestione dei rifiuti, ambiti centrali per il Gruppo e fonte di ricavi stabili nel tempo.
Infine, il ruolo delle persone e dei territori. Con l’ingresso di nuove società, Iren serve più Comuni, rafforza la propria presenza nei servizi ambientali e amplia l’organico, confermandosi come uno dei principali operatori infrastrutturali del Paese.
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